Buenos Aires ed i contrasti delle sue realtà / by vito corvasce

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Passeggiando per le grandi strade argentine, abitate da imponenti grattacieli e musei immacolati,  il mio sguardo non può che posarsi sul contrasto di una grande città come Buenos Aires, sulle sue viuzze incantate e le pavimentazioni da "Paese delle meraviglie". Dalla freschezza di un parrucchiere in stile verdeggiante, dove, immersi tra le piante, i clienti attendono il proprio turno leggendo un giornale, ai venditori ambulanti un po' annoiati sotto il peso delle loro mercanzie.

Dai giocatori di carte accaniti e un po' distratti dal mio rubare istantanee, ad un ammasso di coperte che campeggia potente sotto un cielo impietoso. Cosa pensereste osservando un'immagine del genere? Ecco, io l'ho avuta per qualche istante davanti agli occhi e mi ha colpito profondamente. Mentre passavo intorno a quella massa informe, osservandola attentamente, ho notato che non vi era nessun essere umano all'interno. Un clochard aveva occupato il suo posto creando un finto uomo che riposava, per ritrovare al suo ritorno la sua panchina, la sua casa. Bizzarra la vita no?

La rassegnazione di chi vive in una tendopoli a cielo aperto, abbandonato nel proprio rincorrere la vita, come la comunità aborigena Formosa Qom, colpisce ed impressiona. Mentre una bambina chiede a sua nonna cosa ci facciano in quel posto, assale la triste realtà, a cinque anni è difficile capire perché ci si debba lavare in una fontana, dormire su materassi rotti tra sacchi donati dalla gente e vivere tra cani randagi. Questa è Buenos Aires, una città impressionata nei contrasti delle sue realtà, questa è la Buenos Aires che colpisce, questa è la Buenos Aires che non si dimentica.