MORENO CEDRONI / by vito corvasce

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L'immortalità del cibo

Due masse d'acqua si incontrano e si fondono, due mondi distinti si intersecano, così come creatività e tradizione vivono in un luogo incantato come la cucina di Moreno Cedroni. Il fascino dell'unione tra acciaio, tek e cristallo, modernismo minimal, canneti e profumo del mare, mi riporta indietro ai ricordi di bambino. E così ritorno con la mente al giorno in cui il mio sguardo e la mia rapacità fotografica dovettero immortalare la bellezza dei profumi e l'eleganze delle forme, ritraendole nelle creazioni di uno tra gli chef italiani ed internazionali più creativi che ci siano.

Il dualismo del suo mondo spazia nel mondo di Cedroni, dalla cucina de "La Madonnina ed il pescatore", all'innovazione del sushi bar "Clandestino", per giungere all'ambiente in cui, in una articolata rivisitazione dello stile di vendita anni '50, rivive "Anikò". La forza della luce invade gli spazi de La Madonnina, imponendosi con fibre ottiche in un campo visivo, mentre l'altro, quasi trasognante si tuffa in un mare che prorompe dall'enorme vetrata, in una moltitudine di riflessi che giocano al rimbalzo tra teche, vetrinee bicchieri. Dal sushi alla costoletta di rombo, il menù non lascia spazio ai desideri, esaudendoli tutti. 

Il patron de La Madonnina ed il pescatore, un cuoco con anima e cuore, dal 1996 al 2000 ha ottenuto numerosi importanti riconoscimenti, dalla stella Michelin al Gambero rosso oltre che ad essere stato Presidente italiano di Jeunes Restaurateurs d’Europe. Lo chef ripropone in Anikò, in piazza a Senigallia, un'elegante boutique di finger food, in cui poter acquistare dai salumi di pesce affettati al momento, al meglio della gastronomia ittica, dai panini speciali ad un prezioso aperitivo con l'energie drink firmato Moreno Cedroni, dove lime e zenzero incrociano i propri sapori frizzantini, stemperati nel ghiaccio, dal pesce spada affumicato con salsa alla senape, alla bresaola di tonno bianco arrostito e altre prelibatezze gastronomiche, il palato è l'unico protagonista di un mondo tutto da gustare. Anikò come "ogni cosa" in dialetto senigalliese, "aniko" come un dio della bontà del tutto, di un tutto racchiuso in mille sapori, immortalati all'incrocio tra vecchi profumi e nuove ispirazioni.